Arezzo Crowd Festival: intervista a Giacomo Cherici

02/07/2019 - Pubblicato da Redazione in Novità

Il Presidente di AISA Impianti intervistato da Officine Montecristo

Obiettivo Zero Spreco: questo il principale goal dell’Impianto di recupero di energia e materia di San Zeno. Non più un inceneritore, dunque, ma un moderno polo tecnologico in cui lo smaltimento dei rifiuti, la raccolta differenziata e la riduzione degli sprechi sono al centro di ogni attività.

In questa intervista rilasciata all’Arezzo Crowd Festival – il primo festival partecipato del teatro giovane – il presidente di AISA Impianti, Giacomo Cherici, spiega in cosa consiste il raddoppio della capacità dell’impianto e quali possono essere i benefici in termini di qualità della vita e di educazione ambientale.

Presidente, in cosa si concretizza l’ammodernamento dell’impianto di San Zeno?

È un po’ come se fossimo passati dal un’auto con standard Euro III a una più moderna Euro VI. Abbiamo un controllo sempre più puntuale e aggiornato delle emissioni, regolate da parametri di riferimento molto stringenti. L’ammodernamento si traduce in maggiore capacità di generare energia, lavorare gli scarti e di ridurre le emissioni. Il polo tecnologico di San Zeno ha un’efficienza energetica paragonabile – ad oggi – a quella degli impianti più all’avanguardia del Nord Europa.

Di recente si è molto parlato di raddoppio della capacità dell’impianto. Stanno per arrivare molti più rifiuti a San Zeno, dunque?

Partiamo dalle basi: il piano regionale dei rifiuti stabilisce che le comunità che li producono siano le stesse a trattarli. Dunque queste comunità devono sapersi rendere autonome nella gestione, in quanto la legge non consente di “esportare” i rifiuti se non in caso di emergenza, cioè quando non si hanno in funzione gli impianti necessari. È vero che la capacità del nostro impianto crescerà, ma questo servirà a migliorare la qualità della raccolta di Arezzo, non di altre città.

Cosa dovranno aspettarsi i cittadini in termini di emissioni e qualità dell’aria nella zona e dintorni?

Con il graduale ammodernamento l’attività di incenerimento è divenuta via via più sussidiaria rispetto a tutti i processi dell’impianto. Siamo ben distanti dai tempi del vecchio inceneritore: oggi, un principio cardine della centrale di recupero è proprio quello di fare in modo che il rifiuto destinato all’ incenerimento sia una percentuale sempre minore. Vorrei anche aggiungere che l’impianto di recupero è aperto a tutti i cittadini che siano interessati a visitarlo e conoscere gli aspetti del suo funzionamento: trasparenti, consultabili e privi di qualunque segreto industriale.

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